L’amaro torna protagonista: un trend da leggere, non da inseguire.
C’è un dato che i banconi di tutta Italia confermano da stagioni: l’amaro non è più un rituale di fine pasto, è una categoria di consumo trasversale. Si beve liscio, freddo, con ghiaccio, in aperitivo e in miscelazione. È la versatilità, più che la nostalgia, a spiegare il ritorno del segmento al centro della scena, tra cocktail bar e tavole di ricerca.
In questo scenario nasce Amaro Disonesto, la nuova etichetta firmata Distilleria Panegos & Co., prodotta in Puglia in small batch. Un amaro che parte dalla tradizione italiana ma la traduce in un linguaggio contemporaneo: essenziale, riconoscibile, senza retorica.
Dalla dispensa della nonna a un nuovo standard di prodotto
Il riferimento concettuale è la dispensa di casa: bottiglie, infusi, erbe officinali, rimedi naturali, profumi dolci che si scontrano con note amare. Un immaginario fatto di gesti semplici e sapori netti. Panegos riparte da quell’archivio di memoria, ma non lo replica: lo decostruisce e lo riformula per il bere contemporaneo, evitando l’effetto nostalgia da etichetta vintage.
In Italia l’amaro non è mai stato un prodotto neutro. Ogni territorio ha la sua grammatica botanica, le sue ricette, il suo carattere. C’è chi cerca morbidezza, chi pretende l’amaro vero, genziana, assenzio, radici, note officinali in primo piano. È una categoria popolare per definizione e complessa per costruzione, capace di tenere insieme memoria collettiva e ricerca di prodotto. Amaro Disonesto si posiziona esattamente in questa tensione, senza sciogliersi né nell’uno né nell’altro estremo.



Un nuovo capitolo per Disonesto Spirits.
La bottiglia conferma la direzione del brand: piccoli lotti, materia prima selezionata, identità visiva precisa, ricerca costante su cosa può diventare un distillato, in questo caso un amaro, quando smette di essere solo prodotto e inizia a costruire immaginario.
Non un semplice fine pasto. Non un ritorno nostalgico. Non un amaro qualunque.
Amaro Disonesto è il carattere servito freddo: un sorso netto, costruito per chi nell’amaro cerca identità prima ancora che abitudine. Scopri l’Amaro Disonesto.



Processo produttivo: infusione lenta e botaniche selezionate
Un’infusione lenta di botaniche aromatiche e radici officinali selezionate, un processo che preserva l’equilibrio naturale degli ingredienti senza forzature. Il risultato è un profilo elegante e deciso: struttura amaricante netta ma misurata, freschezza agrumata in apertura, chiusura balsamica lunga e persistente.
L’identità del prodotto sta nell’equilibrio: tra radice e agrume, tra intensità e bevibilità, senza eccesso di dolcezza e senza la complessità ricercata a tutti i costi.
Profilo aromatico
- China, genziana e assenzio: la spina dorsale amaricante, intensità e profondità
- Scorze di arancia e limone: freschezza, luminosità, nota agrumata immediata
- Coriandolo, rabarbaro e liquirizia: dimensione speziata e rotondità
- Menta piperita: chiusura balsamica e persistente
Come si beve: servizio e uso in mixology
Amaro Disonesto è pensato per il servizio liscio, freddo o con ghiaccio, ma trova spazio naturale anche nella miscelazione contemporanea, dove l’amaro è tornato a essere un ingrediente chiave per cocktail più profondi e identitari. Usato in purezza, shakerato o come accento aromatico, aggiunge struttura amaricante, note erbacee e una chiusura balsamica che dà carattere al drink senza sovrastarlo, un profilo tecnico utile sia per il consumo bar sia per la programmazione di drink list.